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Fosfatidilserina 20 Capsule in Gel Vegetale

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Nuovo prodotto

Contribuisce al metabolismo energetico, al funzionamento del sistema nervoso, alla pigmentazione della pelle e dei capelli, all’assorbimento del ferro; sostiene il sistema immunitario, il metabolismo acido basico e dei carboidrati. Protegge dallo stress ossidativo. Utile nella costituzione della guaina mielinica e della bile.

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Dettagli

Dallo scrittore Myprotein Ludovico Lemme, personal trainer certificato ISSA e studente presso la SaNIS (Scuola di Nutrizione e Integrazione Sportiva).

La fosfatidilserina è un integratore che è stato promosso molto in passato per via del suo principale effetto anticatabolico. Il problema, come spesso avviene è che ci si è fatti prendere la mano e spesso si è andata a fraintendere la reale utilità che questo poteva avere. Causa anch il periodo storico in cui tutto era visto in ottica anabolismo=buono, catabolismo=cattivo. Andiamo quindi a capirne le funzionalità e i vantaggi che potrebbe avere.

 

CARATTERISTICHE

La fosfatidilserina (PS) è un fosfolipide costituende la membrana cellulare. E’ pertanto composta da due acidi grassi legati ad una molecola di glicerolo da un gruppo fosfato. Questa struttura ha la particolarità di presentare una testa (idrofilica) e una coda (idrofoba). La prima costituita da fosfato necessità di acqua al contrario della seconda composta da acidi grassi. Normalmente la PS è esposta sul versante citoplasmatico della cellula, ove traslochi viene fatta tornare sul versante d’origine dagli enzimi fippasi. Normalmente era prodotta utilizzando il cervello bovino. Questo processo è stato però abbandonato per via del rischio di mucca pazza. Attualmente i prodotti in commercio derivano dalla soia o di cavolo. Sembrano esserci però delle differenze nell’utilizzo di fonti vegetali per via di differenze strutturali.

 

RICERCHE SCIENTIFICHE E BENEFICI

Contrariamente a quel che si crede, l’utilizzo della molecola come supplementazione non nasce in ambito sportivo. Difatti si erano già riscontrati degli effetti positivi sulla memoria e la concentrazione.Venne dunque ampiamente utilizzata per migliorare le capacità cognitive. E’ questo un caso nel quale vi sono differenze tra le diverse fonti di provenienza.

“La molecola fosfatidilserina da lecitina di soia (S-PS) contiene acidi principalmente polinsaturi, mentre la molecola di fosfatidilserina isolata dal cervello bovino (BC-PS) contiene principalmente acidi grassi saturi e monoinsaturi e acidi grassipolinsaturi a catena lunga”. Studi clinici sull’uomo hanno scoperto che “una supplementazione giornaliera con laS- PS [fosfatidilserina soia-derivata] non influisce la memoria o altre funzioni cognitive negli anziani con disturbi di memoria”. Va detto, comunque, che studi iniziale hanno dimostrato lapari

efficacia della PS derivante dalla soia rispetto a quella derivante dal bovino. Sembrano essere invece più promettenti le ricerche sulla ovo-PS (E-PS) grazie alla presenza di Omega 3 e 6 che conferiscono fluidità alle membrane neuronali, fluidità che è essenziale vista la funzione di trasmissione di impulsi tra una cellula e l’altra. Uso in Ambito Sportivo

Andiamo dunque a vedere il suo utilizzo in ambito sportivo.

Negli atleti si è dimostrata anzitutto migliorare la performance nonchè la risposta endocrina allo stress sportivo. Un ulteriore beneficio riscontrato sul campo è stato quello di diminuire il danno muscolare in sport ad alta intensità quali ciclismo e sollevamento pesi, ma anche in sport più blandi come il golf.

E’ stata dunque identificata come un ottimo supplemento contro lo stress indotto dall’attività fisica per via di un suo effetto antagonista nei confronti del cortisolo, andrà dunque ad aumentare la famosa T/C (testosterone/cortisol ratio). Questo si è tradotto anche in una promozione di un migliore umore generale nonchè in sensazioni di “well- being”. Un’altra particolarità è che questi effetti sembrano essere dose-dipendenti.

Ma perchè succede tutto questo?

Dunque…occorre qualche cenno al nostro “amico” cortisolo.

Si tratta di un ormone di tipo steroideo (derivante cioè dal colesterolo) appartenente alla famiglia dei glucocorticoidi. Esso viene prodotto dalle ghiandole surrenali, sintetizzato su stimolazione dell’ormone adrenocorticotropo (ACTH).

La sua azione viene però poi mediata dall’enzima 11beta-idrossisteroide deidrogenasi (11HSD), nelle due forme 11HSD1 (che trasforma il cortisone in cortisolo) e 11HSD2 che converte il cortisolo in cortisone. Vediamo quindi che l’ormone è regolato da un delicato processo di bilanciamento volto a soppesarne precisamente l’immissione in circolo sulla base delle specifiche esigenze dell’organismo (poi approfondiremo).

Quindi per influenzare il quadro abbiamo due possibilità: intervenire sugli enzimi regolatori (per esempio molecole come il 7-Keto o il 7-Oh si comportano da inibitori dell’enzima 11-beta HSD1) oppure a monte sull’ACTH. Indovinate un po’? La PS inibisce il rilascio ipotalamico dell’ACTH e di conseguenza la sintesi di cortisolo dalle surrenali.

MODI D’USO

Somministrare 2 cps 3 volte al giorno

Per quanto riguarda i dosaggi, in uno studio 800 mg di PS hanno diminuito i livelli di cortisolo del 30% mentre 400 mg non hanno avuto risultati significativi rispetto al placebo. In un altro, sempre 800mg hanno portato ad una diminuzione dei livelli di cortisolo dovuti all’allenamento del 20%. Generalmente, essendo un supplemento dose- dipendente, se ne consiglia un’assunzione più massiccia fino ad 1-1,5 gr giornalieri.

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