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  • Disbiosi

    Il termine disbiosi identifica una generica alterazione della flora batterica umana; per questo è normalmente seguito da un aggettivo che specifica il distretto corporeo interessato (disbiosi vaginale, disbiosi cutanea, disbiosi orale ecc.). Quando invece si parla semplicemente di disbiosi, si fa in genere riferimento ad un'alterazione della microflora, prevalentemente batterica, che alberga nell'intestino umano, sopratutto in quello crasso (disbiosi intestinale). A tale livello è infatti presente una straordinaria quantità e varietà di microrganismi; basti pensare che in un grammo di feci si rivengono circa 100 miliardi di batteri.

    Ogni giorno, la pubblicità ci ricorda quanto sia importante il normale equilibrio di questa flora batterica, in cui dovrebbero prevalere i cosiddetti simbionti, batteri amici dell'organismo che ostacolano la proliferazione dei patogeni, migliorando la funzionalità della mucosa intestinale e, di riflesso, la salute dell'intero organismo.

    Nonostante l'importanza della flora batterica intestinale, spesso la disbiosi non viene considerata una vera e propria malattia, almeno dalla medicina ufficiale; per contro, tra i fautori degli approcci alternativi alla salute umana, si registra un'ossessiva attenzione nei suoi confronti, dato che viene spesso chiamata in causa come elemento scatenante di svariati disturbi e patologie. Tra questi, un ruolo di primo piano è ricoperto dalle intolleranze alimentari, dagli squilibri del sistema immunitario e dalle relative conseguenze (aumentata suscettibilità ad infezioni, allergie, malattie autoimmuni ecc), patologie fungine (in particolar modo la candida), disturbi dell'alvo (diarrea, stitichezza, meteorismo, flatulenza, crampi addominali ecc.), infezioni genitali ed urinarie, carenze nutritive (soprattutto di vitamine e minerali), predisposizione ai tumori del colon-retto, e bassa efficienza fisica con senso di debolezza.

    Cause di disbiosi

    La flora batterica intestinale è una sorta di impronta digitale, dato che varia in maniera più o meno sensibile da individuo ad individuo. Siamo noi stessi, infatti, a selezionare inconsapevolmente le specie batteriche ospitate nell'intestino, in base soprattutto alle caratteristiche della nostra alimentazione. La flora batterica intestinale, infatti, vive perlopiù di residui di cibo inassorbiti, ed ogni ceppo batterico ha esigenze nutritive specifiche. Nell'individuo in salute, l'origine di un eventuale disbiosi va quindi ricercata soprattutto nell'alimentazione: diete monotematiche, eccessi alimentari, come quello di zuccheri, alcol o carne, insieme alla carenza di alimenti vegetali, sono senza dubbio le cause più comuni. Spesso, vengono chiamati in causa anche alcuni additivi alimentari e residui ormonali od antiparassitari, che possono essere rinvenuti, rispettivamente, negli alimenti carnei od in quelli vegetali. La medicina ufficiale, comunque, dà scarsa importanza all'eziopatogenesi alimentare della disbiosi, attribuendole cause d'origine perlopiù iatrogene (farmaci), o patologiche. Atre possibili cause di disbiosi vanno quindi ricercate nei farmaci, soprattutto in caso di terapie antibiotiche, antiacide con inibitori della pompa protonica, abuso di lassativi o trattamenti ormonali. Infine, tra le possibili componenti patologiche, che influiscono negativamente sulla funzionalità del sistema digerente, ricordiamo le malattie epatiche, pancreatiche, gastriche (ipocloridria) e delle vie biliari, i disordini di malassorbimento (celiachia, intolleranze varie come quelle al lattosio) e le varie patologie enteriche (infezioni, parassitosi, diverticoli, fistole ecc.). Da non sottovalutare, comunque, anche il possibile contributo di cause neurogene (stress, depressione, ansietà ecc.), data la stretta e ben documentata connessione tra cervello ed intestino.

    Sintomi disbiosi

    La disbiosi si cela dietro tutta una serie di sintomi a prevalente localizzazione gastrointestinale: gonfiori, maldigestione, meteorismo, nausea, vomito, flatulenza (eccessiva produzione di gas intestinali), e disturbi dell'alvo (stitichezza alternata a diarrea, steatorrea ecc). Soprattutto nella donna, la disbiosi può inoltre essere responsabile di infezioni genitali ricorrenti, come la candidosi vaginale. Quelli elencati sono i sintomi più evidenti e comuni, ma in linea teorica - per il già ricordato ruolo protettivo di una flora batterica amica - possono insorgere anche sintomi aspecifici, come disturbi del sonno, cambiamenti dell'umore, maggiore suscettibilità alle infezioni e ridotta efficienza fisica.


    Possiamo affermare con la massima tranquillità che il 90% delle patologie degli esseri animali tra cui anche l’uomo dipendono dalla Disbiosi Intestinale ( L’alterazione del microbioma o microbiota intestinale).

    I Naturopati di Atena S.r.l. consigliano il seguente protocollo:

    DISBIOSI INTESTINALE
    ZEOLITE POLVERE:
    Assumere 1 cucchiaino (2.5 grammi circa) disciolto in acqua tiepida 30 minuti prima di colazione, pranzo e cena.
    ATENA PLUS: Assumere per bocca 6 gocce ogni 10 kg di persona ai pasti, mattina, mezzogiorno e sera.
    LAPOSLIM TISANA: Mettere a bagno alla sera 1 e ½ cucchiaino in 1 litro di acqua. La mattina bollire per 10 minuti e bere la tisana durante la giornata

    Per i bambini ridurre le dosi a seconda del peso corporeo, in proporzione. Le dosi sopra indicate sono per una donna tra i 50-60 kg ed un uomo tra i 65 – 75 kg.

  • Psoriasi

    base della psoriasi è immunologico con il coinvolgimento di cellule di Langherans e linfociti T che producono citochine proinfiammatorie con proliferazione di cheratinociti e una riproduzione accelerata delle cellule dell’epidermide. Il turn over cellulare passa da 28 a 4 giorni.

    Cosa vedo?
    La lesione di psoriasi classica presenta un’area di eritema (rossore) a margini netti, sovrapposta da squame di colore bianco madreperla provocate da anormale ispessimento dello strato corneo. Le sedi più colpite da psoriasi sono: gomiti, ginocchia, mani, coccige, cuoio capelluto, piedi.
    Quando la psoriasi è associata al coinvolgimento delle articolazioni si parla di artrite psoriasica.

    Le cause?
    La psoriasi è una patologia a causa multifattoriale, alla quale concorrono:

    • fattori genetici: la psoriasi è a predisposizione genetica familiare. I parenti di primo grado di soggetti con psoriasi hanno un rischio 10 volte superiore di sviluppare la malattia
    • fattori ambientali: psicogeni ed emotivi (lutti, incidenti), fisici (ferite, traumi, lesioni), farmaci (fans, betabloccanti, litio), infettivi (episodi febbrili, faringite streptococcica nei bambini).

    La psoriasi è favorita da stili di vita come: fumo, alcool, obesità, stress, alimentazione scorretta. Le persone con elevato indice di Massa Corporea (Body Mass Index) hanno un maggior rischio di sviluppare la psoriasi.

    Quali terapie?
    La scelta della terapia dipende dalla gravità della malattia, dalla frequenza delle recidive, dall’aderenza alle cure del paziente, dalle aspettative del paziente, dagli effetti di terapie precedenti.
    La psoriasi è una patologia della pelle molto complessa da trattare. Le diverse terapie si propongono di ridurre l’infiltrato infiammatorio e l’iperproliferazione dei cheratinociti.
    Diverse sono le terapie:

    • per le psoriasi nelle forme più lievi: terapie topiche con emollienti, cheratolitici, retinoidi, analoghi vitamina D, cortisonici, ditranolo, inibitori tipici della calcineurina
    • per la psoriasi nelle forme moderate: fototerapia UVB a banda stretta e PUVA
    • per la psoriasi nelle forme più gravi: terapie sistemiche con ciclosporina, methotrexate, acitretina e farmaci biologici.

    I Naturopati di ATENA S.r.l. consigliano il seguente protocollo:

    PELLE

    PSORIASI – ECZEMA – ACNE O ACNE GIOVNILE

    ADULTI:

    ZEOLITE POLVERE: Assumere 1 cucchiaino (2.5 grammi) 30 minuti prima di colazione, pranzo e cena.

    ATENA PLUS: Assumere per bocca 6 gocce ogni 10 kg di persona 3 volte al giorno, colazione, pranzo e cena a pasto.

    LAPOSLIM TISANA: Mettere a bagno alla sera 1 e ½ cucchiaino in 1 litro di acqua. La mattina bollire per 10 minuti e bere la tisana durante la giornata.

    NATURALDETOX: 1 cps. a pasto: colazione, pranzo e cena.

     

    BAMBINI:

    ZEOLITE POLVERE: Assumere 1/2 cucchiaino (1.25 grammi circa) 30 minuti prima di colazione, pranzo e cena.

    ATENA PLUS: Assumere per bocca 6 gocce ogni 10 kg di persona 3 volte al giorno, colazione, pranzo e cena a pasto.

     

    I risultati ottenuti sono insperati.

  • Celiachia

    Il termine "celiachia" indica un'intolleranza permanente al glutine del sistema immunitario.
    Nei soggetti geneticamente predisposti, l'assunzione di alimenti contenenti glutine o tracce di glutine induce una reazione immunitaria anomala dell'intestino tenue. Ne consegue un'infiammazione cronica dell'intestino, che ha come conseguenza la scomparsa dei villi intestinali. Nell’individuo sano, la parete dell’intestino è rivestita da villi, aventi la funzione di assorbire dagli alimenti le sostanze nutritive essenziali. Nell’individuo celiaco, i villi regrediscono e la mucosa intestinale è danneggiata in misura proporzionale alla gravità dell’infiammazione, per cui l’intera superficie d’assorbimento delle sostanze nutritive si riduce o scompare completamente, provocando scompensi e malnutrizione. La celiachia può manifestarsi in diverse forme: la celiachia tipica e quella atipica nonché la celiachia silente sono associate ad un danneggiamento della mucosa.
    La celiachia è una patologia complessa, causata da fattori ereditari e ambientali. Il ruolo della componente genetica è dimostrato dalla ricorrenza familiare della celiachia, circa 10 volte più comune nei parenti di primo grado rispetto alla popolazione generale. I geni coinvolti nella predisposizione ereditaria sono molteplici: tra questi spiccano alcuni fattori del sistema HLA, un complesso di geni in grado di riconoscere le molecole estranee all’organismo.

    Diagnosi

    La celiachia si manifesta spesso nell’infanzia dopo lo svezzamento, con il passaggio dal latte materno all’alimentazione contenente glutine. Qualora non fosse diagnosticata, sono possibili disturbi della crescita e dello sviluppo. I bambini celiaci sono spesso di corporatura esile e possono apparire denutriti.
    La celiachia può tuttavia comparire ad ogni età, oggi infatti viene diagnosticata soprattutto tra gli adulti.
    Se si sospetta una celiachia, il primo test da effettuare sono gli esami del sangue. Se in questi esami vengono evidenziati gli anticorpi specifici, nella maggior parte de casi si procede con una biopsia dell’intestino tenue (prelievo del tessuto) per la conferma definitiva.

    Trattamento

    Se la biopsia intestinale mostra le tipiche variazioni della mucosa, lo specialista gastroenterologo ti spiegherà la necessità di adottare una dieta priva di glutine, rigorosa ed a vita.
    Un’alimentazione priva di glutine infatti porta spesso a un rapido miglioramento. Non appena si rinuncia agli alimenti contenenti glutine, la mucosa intestinale inizia a rigenerarsi. Fortunatamente un celiaco non deve assumere alcun tipo di farmaco, la cura in pratica, consiste nell’osservare una dieta senza glutine rigorosa a vita.

    I naturopati di ATENA S.r.l. ti consigliano di integrare la tua dieta con il seguente protocollo che ha dato veramente dei risultati incredibili:

    Celiachia - una patologia autoimmune

    Il termine "celiachia" indica un'intolleranza permanente al glutine del sistema immunitario.
    Nei soggetti geneticamente predisposti, l'assunzione di alimenti contenenti glutine o tracce di glutine induce una reazione immunitaria anomala dell'intestino tenue. Ne consegue un'infiammazione cronica dell'intestino, che ha come conseguenza la scomparsa dei villi intestinali. Nell’individuo sano, la parete dell’intestino è rivestita da villi, aventi la funzione di assorbire dagli alimenti le sostanze nutritive essenziali. Nell’individuo celiaco, i villi regrediscono e la mucosa intestinale è danneggiata in misura proporzionale alla gravità dell’infiammazione, per cui l’intera superficie d’assorbimento delle sostanze nutritive si riduce o scompare completamente, provocando scompensi e malnutrizione. La celiachia può manifestarsi in diverse forme: la celiachia tipica e quella atipica nonché la celiachia silente sono associate ad un danneggiamento della mucosa.
    La celiachia è una patologia complessa, causata da fattori ereditari e ambientali. Il ruolo della componente genetica è dimostrato dalla ricorrenza familiare della celiachia, circa 10 volte più comune nei parenti di primo grado rispetto alla popolazione generale. I geni coinvolti nella predisposizione ereditaria sono molteplici: tra questi spiccano alcuni fattori del sistema HLA, un complesso di geni in grado di riconoscere le molecole estranee all’organismo.

    Diagnosi

    La celiachia si manifesta spesso nell’infanzia dopo lo svezzamento, con il passaggio dal latte materno all’alimentazione contenente glutine. Qualora non fosse diagnosticata, sono possibili disturbi della crescita e dello sviluppo. I bambini celiaci sono spesso di corporatura esile e possono apparire denutriti.
    La celiachia può tuttavia comparire ad ogni età, oggi infatti viene diagnosticata soprattutto tra gli adulti.
    Se si sospetta una celiachia, il primo test da effettuare sono gli esami del sangue. Se in questi esami vengono evidenziati gli anticorpi specifici, nella maggior parte de casi si procede con una biopsia dell’intestino tenue (prelievo del tessuto) per la conferma definitiva.

    Trattamento

    Se la biopsia intestinale mostra le tipiche variazioni della mucosa, lo specialista gastroenterologo ti spiegherà la necessità di adottare una dieta priva di glutine, rigorosa ed a vita.
    Un’alimentazione priva di glutine infatti porta spesso a un rapido miglioramento. Non appena si rinuncia agli alimenti contenenti glutine, la mucosa intestinale inizia a rigenerarsi. Fortunatamente un celiaco non deve assumere alcun tipo di farmaco, la cura in pratica, consiste nell’osservare una dieta senza glutine rigorosa a vita.

                I naturopati di ATENA S.r.l. consigliano alla dieta la seguente integrazione:

    CELIACHIA

    ZEOLITE POLVERE: Assumere 1 cucchiaino (2.5 grammi circa) disciolto in acqua al mattino ore 9.30-10.30, 1 cucchiaino al pomeriggio ore 15.30-16.30 o lontano dai pasti, in alternativa 1 cucchiaino (2.5 grammi circa) ½ ora prima dei pasti.

    ATENA PLUS: Assumere per bocca 6 gocce ogni 10 kg di persona ai pasti, mattina, mezzogiorno e sera.

    BIO VITAMINA C ACEROLA PLUS: Assumere 1-2 fiale al dì.

                     

                     

                    Dopo tre mesi ripetete gli esami, dopo sei mesi ripetete gli esami e dopo un anno ripetete gli esami e così via fino alla risoluzione del problema. Rimarrete sconvolti tutti i marcatori si ridurranno e potrete riprendere una alimentazione normale. Questo è da farsi solo dopo che i valori dei marcatori sono rientrati.

  • Prostatite

    La prostatite è una condizione frequentemente dolorosa dipendente dall’infiammazione della prostata e talvolta delle aree circostanti.

    La comunità scientifica ha identificato quattro tipi di prostatite:

    • prostatite cronica/sindrome del dolore pelvico cronico,
    • prostatite batterica acuta,
    • prostatite batterica cronica,
    • prostatite infiammatoria asintomatica.

    Gli uomini affetti da prostatite infiammatoria asintomatica non hanno alcun sintomo; questa forma può essere diagnosticata durante esami medici eseguiti per altre patologie del tratto urinario o riproduttivo. Questo tipo di prostatite non causa complicanze e non necessita di trattamento.

    Si tratta del più frequente problema del tratto urinario negli uomini con meno di 50 anni e il terzo in quelli con più di 50.

    La forma più frequente e meno capita di prostatite è la prostatite cronica/sindrome del dolore pelvico cronico; può insorgere negli uomini di qualunque età e interessa il 10 – 15% della popolazione maschile degli Stati Uniti.

    Cos’è la prostata?

    La prostata è una ghiandola a forma di castagna; fa parte del sistema riproduttivo maschile. La funzione principale della prostata è la produzione della componente liquida del seme. Il liquido prostatico è essenziale per la fertilità maschile. La ghiandola circonda l’uretra in corrispondenza del collo della vescica. Il collo della vescica è la zona da cui origina l’uretra. La vescica e l’uretra fanno parte del tratto urinario inferiore. La prostata ha due o più lobi (sezioni), avviluppati da uno strato di tessuto esterno; è posta davanti al retto, appena sotto la vescica. L’uretra è il condotto che porta l’urina dalla vescica all’esterno del corpo. Nell’uomo, l’uretra è anche il condotto con cui il seme viene convogliato all’esterno del pene.

    Cause

    Le cause di prostatite dipendono dal tipo.

    • Prostatite cronica/sindrome del dolore pelvico cronico: le cause esatte di prostatite cronica/sindrome del dolore pelvico cronico sono sconosciute. I ricercatori ritengono che possa dipendere da un microrganismo, anche se non da un’infezione batterica. Questo tipo di infiammazione può essere in relazione con la composizione chimica dell’urina, con il sistema immunitario (ossia, risposte a precedenti infezioni del tratto urinario) o con danni neurologici dell’area pelvica.
    • Prostatite batterica acuta e cronica: è causata da un’infezione batterica della prostata. Il tipo acuto insorge improvvisamente e dura poco, mentre il tipo cronico si sviluppa lentamente e dura a lungo, spesso per anni. L’infezione può insorgere mentre i batteri si spostano dall’uretra nella prostata.
    • Tutte le prostatiti sono causate dalla Disbiosi Intestinale.

    Fattori di rischio

    • Cronica/sindrome del dolore pelvico cronico: i maschi con danni neurologici del tratto urinario inferiore dovuti a chirurgia o trauma hanno maggiori probabilità di sviluppare la condizione. Anche lo stress psicologico può aumentare le probabilità.
    • P. batterica acuta e cronica: i maschi con infezione del tratto urinario inferiore hanno un rischio maggiore di sviluppare la forma batterica. Le infezioni del tratto urinario ricorrenti o difficili da trattare possono portare a manifestarla in modo cronico.

    Sintomi

    Ciascun tipo ha una gamma di sintomi che varia secondo la causa e può essere diversa per ciascun soggetto. Molti sintomi sono simili a quelli di altre condizioni.

    Prostatite cronica/sindrome del dolore pelvico cronico

    I principali sintomi consistono in genere in dolore o fastidio perduranti tre o più mesi in una o più delle zone seguenti:

    • tra scroto e ano,
    • addome centro-inferiore,
    • pene,
    • scroto,
    • parte inferiore della schiena.

    Il dolore durante o dopo l’eiaculazione è un altro sintomo frequente. Un soggetto con prostatite cronica/sindrome del dolore pelvico cronico può avere dolori diffusi nella zona pelvica o può avere dolore in una o più zone contemporaneamente. Il dolore può andare e venire e manifestarsi all’improvviso o gradualmente.

    Altri sintomi includono:

    • dolore uretrale durante o dopo la minzione;
    • dolore al pene durante o dopo la minzione;
    • minzione frequente, ossia otto o più volte al giorno. La vescica inizia a contrarsi anche quando
    • contiene piccole quantità di urina, causando una minzione più frequente;
    • urgenza della minzione, ossia l’impossibilità di ritardarla;
    • getto urinario debole o interrotto.

    Prostatite batterica acuta

    I sintomi compaiono improvvisamente e sono gravi. Il soggetto affetto dovrà ricorrere tempestivamente a cure mediche:

    • frequenza della minzione,
    • urgenza della minzione,
    • febbre,
    • brividi,
    • una sensazione di bruciore o dolore durante la minzione,
    • dolore in zona genitale, inguine, addome inferiore o parte inferiore della schiena,
    • nicturia, ossia il bisogno frequente di urinare durante il sonno,
    • nausea e vomito,
    • dolori diffusi,
    • ritenzione urinaria, ossia l’incapacità di svuotare completamente la vescica,
    • difficoltà ad iniziare la minzione,
    • getto urinario debole o interrotto,
    • blocco urinario, ossia la totale incapacità di urinare,
    • un’infezione del tratto urinario inferiore, come evidenziato dalla presenza di batteri e cellule anti-infezione nell’urina.

    Prostatite batterica cronica

    I sintomi sono simili a quelli della prostatite batterica acuta, anche se non altrettanto intensi. Questo tipo di infezione spesso si sviluppa lentamente e può durare tre o più mesi. I sintomi possono andare e venire, oppure possono esserci sempre in forma lieve. La prostatite batterica cronica può insorgere dopo il trattamento della forma acuta o di un’infezione del tratto urinario inferiore. I sintomi principali sono:

    • aumentata frequenza della minzione,
    • urgenza della minzione,
    • una sensazione di bruciore o dolore durante la minzione,
    • dolore in zona genitale, inguine, addome inferiore o parte inferiore della schiena,
    • nicturia,
    • eiaculazione dolorosa,
    • ritenzione urinaria,
    • difficoltà ad iniziare la minzione,
    • getto urinario debole o interrotto,
    • blocco urinario,
    • un’infezione del tratto urinario inferiore.

    Quando chiamare il medico

    Un individuo può avere sintomi urinari non dipendenti dalla prostata, causati da problemi della vescica, infezioni del tratto urinario inferiore o iperplasia prostatica benigna. I sintomi di prostatite possono anche essere il segnale di patologie ben più gravi, come il cancro della prostata.

    Individui con sintomi di prostatite devono consultare un medico.

    Individui con i seguenti sintomi devono richiedere un intervento medico tempestivo:

    • totale incapacità di urinare,
    • stimolo doloroso, frequente e urgente alla minzione, con febbre e brividi,
    • sangue nell’urina,
    • fastidio importante o dolore nell’addome inferiore e nel tratto urinario.

    Pericoli

    Le complicanze principali possono essere:

    • infezione batterica nel circolo sanguigno,
    • ascesso prostatico, ossia una cavità piena di pus nella prostata,
    • disfunzioni sessuali,
    • infiammazione degli organi riproduttivi vicini alla prostata.

    Diagnosi

    Il medico pone la diagnosi di prostatite in base a:

    • anamnesi personale e familiare,
    • esame fisico,
    • esami medici.

    Il medico può dover escludere altre condizioni che causano segni e sintomi simili prima di diagnosticare una prostatite.

    Anamnesi personale e familiare

    La raccolta della storia medica del soggetto e della sua famiglia è tra le prime azioni che possono essere di ausilio nella diagnosi di prostatite.

    Esame fisico

    L’esame fisico può aiutare nella diagnosi di prostatite. Durante un esame fisico, il medico di solito esamina il corpo del paziente, per controllare o ricercare:

    • il getto uretrale,
    • la presenza di linfonodi inguinali ingrossati o dolenti,
    • uno scroto gonfio e dolente,
    • la prostata, tramite l’esplorazione rettale digitale.

    L’esplorazione rettale digitale è un esame fisico della prostata. Per eseguire l’esame, il medico farà chinare il paziente su un tavolo o lo farà sdraiare sul fianco, con le ginocchia vicine al torace. Il medico introduce un dito guantato e lubrificato nel retto e palpa la parte della prostata adiacente al retto. Durante l’esplorazione rettale, il paziente può percepire un leggero e breve fastidio. Il medico di solito esegue l’esplorazione rettale durante una visita ambulatoriale, senza bisogno di anestesia. L’esame aiuta il medico a capire se la prostata è ingrossata o dolente o ha anomalie che richiedono ulteriori esami.

    Molti medici eseguono un esame rettale come parte di un esame fisico di routine nei soggetti con 40 o più anni, a prescindere dal fatto che abbiano o meno problemi urinari.

    Esami medici

    Il medico può consigliare un consulto urologico, ossia l’intervento di un medico specializzato nel tratto urinario e nel sistema riproduttivo maschile. L’urologo impiega esami medici di ausilio alla diagnosi e al trattamento dei problemi del tratto urinario inferiore riferibili alla prostatite. Gli esami medici possono includere:

    • esame dell’urina,
    • esami del sangue,
    • esami urodinamici,
    • cistoscopia,
    • ecografia transrettale,
    • biopsia,
    • analisi dello sperma.

    Esame dell’urina

    Consiste nell’esame di un campione di urina. Il paziente raccoglie un campione di urina in un contenitore speciale presso un ambulatorio medico o un laboratorio analitico. Il medico esamina il campione durante una visita ambulatoriale o lo invia ad un laboratorio per l’analisi. Per l’esame, personale infermieristico o tecnico immerge nell’urina una striscia di carta trattata chimicamente, la “striscia reagente”. I tratti della striscia cambiano colore indicando segni di infezione nell’urina.

    Il medico può diagnosticare le forme batteriche di prostatite esaminando il campione di urina al microscopio. Può anche inviare il campione ad un laboratorio per eseguire una coltura. Per l’urinocoltura, il personale tecnico inserisce un po’ di urina in un tubo o in un piatto contenenti una sostanza che aiuta la proliferazione di eventuali batteri; una volta moltiplicati, diventa possibile identificarli.

    Esami del sangue

    Questi esami richiedono il prelievo di un campione di sangue durante una visita ambulatoriale (o presso un laboratorio analitico) e l’invio del campione ad un laboratorio per l’analisi. Gli esami del sangue mostrano segni di infezione e di altri problemi prostatici, come il cancro.

    Esami urodinamici

    Questi esami comprendono una serie di procedure che valutano come la vescica e l’uretra immagazzinano e rilasciano l’urina. Il medico esegue gli esami urodinamici durante una visita ambulatoriale o in una clinica ambulatoriale o in ospedale. Alcuni di questi esami non richiedono anestesia; altri possono necessitare di anestesia locale. La maggior parte degli esami urodinamici riguarda la capacità della vescica di trattenere l’urina e di svuotarsi progressivamente e completamente; gli esami possono comprendere:

    • uroflussometria, che misura la rapidità con cui la vescica rilascia l’urina;
    • residuo post-minzionale, ossia quanta urina rimane nella vescica dopo la minzione.

    Cistoscopia

    La cistoscopia è una procedura basata su uno strumento simile ad un tubo, il cistoscopio, che permette di guardare l’interno dell’uretra e della vescica. L’urologo inserisce il cistoscopio nel tratto urinario inferiore attraverso l’orifizio sulla punta del pene. Il medico esegue la cistoscopia durante una visita ambulatoriale o in una clinica ambulatoriale o in ospedale. L’esame avviene in anestesia locale. In alcuni casi, il paziente può aver bisogno di sedazione e di anestesia regionale o generale. L’urologo può utilizzare il cistoscopio per cercare restringimenti, blocchi o calcoli nel tratto urinario.

    Ecografia transrettale

    Questo esame impiega un dispositivo, detto trasduttore, che trasmette e riceve ultrasuoni (onde sonore sicure e indolori) negli/dagli organi per generarne un’immagine della struttura. Il medico può orientare il traduttore con angoli diversi per esaminare più organi. L’esame viene eseguito e interpretato da uno specialista, radiologo o urologo, in ambito ambulatoriale; non è necessaria l’anestesia. Gli urologi usano quasi sempre l’ecografia transrettale per esaminare la prostata. Durante l’ecografia transrettale, viene inserito nel retto del paziente un trasduttore, leggermente più largo di una penna, che viene posizionato vicino alla prostata. L’immagine ecografica mostra le dimensioni della prostata e la presenza di eventuali anomalie, come i tumori. L’ecografia transrettale non può diagnosticare con sicurezza il cancro della prostata.

    Biopsia

    La biopsia è una procedura che richiede il prelievo di un piccolo pezzo di tessuto prostatico per un esame al microscopio. L’urologo esegue la biopsia in una clinica ambulatoriale o in ospedale. Il paziente verrà leggermente sedato; l’esame avviene in genere in anestesia locale, anche se, in alcuni casi, il paziente avrà bisogno di un’anestesia generale. L’urologo impiega una tecnica di immagini, come l’ecografia, la TAC o la risonanza magnetica, per guidare l’ago della biopsia nella prostata. Il tessuto prostatico verrà quindi esaminato in un laboratorio da un patologo, ossia da un medico specializzato nell’analisi diagnostica dei tessuti. L’esame può far rilevare la presenza di un eventuale cancro.

    Analisi dello sperma

    L’analisi dello sperma permette di misurare quantità e qualità dello sperma e degli spermatozoi. Il paziente raccoglie un campione di sperma in un contenitore speciale a casa, presso un ambulatorio medico o un laboratorio analitico. Il medico esamina il campione durante una visita ambulatoriale o lo invia ad un laboratorio per l’analisi. Un campione di sperma può far rilevare sangue e segni di infezione.

    Cura e terapia

    Il trattamento dipende dal tipo di prostatite.

    Prostatite cronica/sindrome del dolore pelvico cronico

    Nel caso della prostatite cronica/sindrome del dolore pelvico cronico, lo scopo del trattamento è la riduzione del dolore, del fastidio e dell’infiammazione. I sintomi sono variegati e nessun singolo trattamento funziona sempre. Benché gli antibiotici non aiutino a trattare una prostatite non batterica, l’urologo li può prescrivere, soprattutto inizialmente, fino ad escludere totalmente un’infezione batterica. L’urologo potrà prescrivere altri farmaci:

    • silodosina (Urorec®)
    • inibitori della 5-alfa reduttasi, come finasteride (Proscar®) e dutasteride (Avodart®)
    • farmaci anti-infiammatori non steroidei (FANS), come aspirina, ibuprofene, …
    • glicosaminoglicani, come la condroitina solfato
    • rilassanti muscolari, come ciclobenzaprina (Flexiban®) e clonazepam (Rivotril®)
    • neuromodulatori come amitriptilina, nortriptilina (Larozyl®) e pregabalina (Lyrica®)

    Trattamenti alternativi (da valutare sempre preventivamente con lo specialista) possono consistere in:

    • bagni freddi, chiamati bagni derivativi;
    • terapia riscaldante locale, tramite borse d’acqua calda o cuscinetti termici;
    • terapia fisica, come:
      • esercizi di Kegel, ossia contrazione e rilassamento dei muscoli che trattengono l’urina nella vescica e quest’ultima nella sua posizione corretta. Sono noti anche come esercizi muscolari pelvici;
      • rilassamento miofasciale, ossia pressione e allungamento, talvolta con raffreddamento e riscaldamento, di muscoli e tessuti molli della parte inferiore della schiena, della regione pelvica e delle cosce. Questa tecnica è nota anche come rilassamento dei trigger point miofasciali;
      • esercizi di rilassamento;
    • biofeedback;
    • fitoterapia con estratti come la quercetina, il polline d’api e la serenoa (Permixon®, Saba®);
    • agopuntura.

    Sarà importante discutere con il proprio medico l’impiego di terapie alternative e complementari, inclusi gli integratori alimentari, in modo da garantirsi cure coordinate e sicure.

    Assistenza psicologica e riduzione dello stress possono diminuire la ricorrenza dei sintomi nei soggetti in cui questi sono influenzati da fattori psicologici.

    I naturopati di Atena S.r.l. propongono il seguente protocollo che ha dato risultati insperati:

    PROSTATA

    ZEOLITE POLVERE: Assumere 1 cucchiaino (2.5 grammi circa) 1/2 ora prima del pasto mattino, mezzogiorno e sera.

    ATENA PLUS: Assumere per bocca 6 gocce ogni 10 kg di persona mattino, mezzogiorno e sera a pasto.

     

    CORDYCEPS: Assumere 2 capsule mattino, mezzogiorno e sera a pasto.

    LAPOSLIM TISANA: Mettere a bagno alla sera 1 e ½ cucchiaino in 1 litro di acqua. La mattina bollire per 10 minuti e bere la tisana durante la giornata.

    SAVEPROST: 1 cps. a pasto mattina mezzogiorno e sera; nei casi più gravi 2 cps a pasto per i primi 15 giorni.

     

    Per chi vuole può curare solo l’infiammazione utilizzando solo SAVEPROST

    Prostatite batterica acuta

    L’urologo tratta la prostatite batterica acuta con antibiotici. Gli antibiotici prescritti potranno dipendere dal tipo di batterio responsabile dell’infezione. L’urologo di solito prescrive antibiotici orali per almeno due settimane. L’infezione può recidivare, quindi alcuni urologi raccomandano l’assunzione degli antibiotici orali per 6 – 8 settimane. Casi gravi di prostatite acuta possono richiedere brevi ospedalizzazioni per poter somministrare liquidi e antibiotici per via endovenosa (EV). Dopo un trattamento EV, il paziente dovrà proseguire gli antibiotici per bocca per 2 – 4 settimane. La maggior parte dei casi di prostatite batterica acuta guarisce completamente con i farmaci e piccoli cambiamenti della dieta. L’urologo può raccomandare di:

    • evitare o ridurre l’assunzione di sostanze che irritano la vescica, come gli alcolici, le bevande contenenti caffeina e i cibi acidi e speziati;
    • aumentare l’assunzione di liquidi (2-3.5 litri al giorno) per urinare spesso e aiutare così ad eliminare i batteri dalla vescica.

    Prostatite batterica cronica

    L’urologo tratta la prostatite batterica cronica con antibiotici, ma il trattamento richiede una terapia di lunga durata. L’urologo potrà prescrivere una dose bassa di antibiotici anche per 6 mesi per prevenire infezioni ricorrenti. Lo specialista può anche prescrivere un antibiotico differente o una combinazione di antibiotici se l’infezione continua a recidivare. Può infine raccomandare di aumentare l’introito di liquidi e di eliminare o ridurre l’assunzione di sostanze irritanti per la vescica.

    L’urologo può usare alfa-bloccanti impiegati nella prostatite cronica/sindrome del dolore pelvico cronico per trattare la ritenzione urinaria causata dalla prostatite batterica cronica. Questi farmaci aiutano i muscoli della vescica a rilassarsi vicino alla prostata e riducono i sintomi quali la minzione dolorosa. Può essere necessario un intervento chirurgico per trattare la ritenzione urinaria causata dalla prostatite batterica cronica. La rimozione chirurgica di tessuto cicatriziale dall’uretra spesso migliora il flusso di urina e riduce la ritenzione urinaria.

    Prevenzione

    Non è possibile prevenire la prostatite. La comunità scientifica sta attualmente cercando di capirne meglio le cause e sviluppare strategie di prevenzione. Per la prevenzione Atena Suggerisce il protocollo per la cura della Disbiosi Intestinale principale causa della prostatite:

    DISBIOSI INTESTINALE

    ZEOLITE POLVERE: Assumere 1 cucchiaino (2.5 grammi circa) disciolto in acqua tiepida 30 minuti prima di colazione, pranzo e cena.

    ATENA PLUS: Assumere per bocca 6 gocce ogni 10 kg di persona ai pasti, mattina, mezzogiorno e sera.

    LAPOSLIM TISANA: Mettere a bagno alla sera 1 e ½ cucchiaino in 1 litro di acqua. La mattina bollire per 10 minuti e bere la tisana durante la giornata.

     

    Assunzione di cibo, dieta e nutrizione

    La comunità scientifica non ha trovato correlazioni tra cibo, dieta e nutrizione e le cause o la prevenzione della prostatite. Durante il trattamento della prostatite batterica, l’urologo può raccomandare di aumentare l’introito di liquidi e di eliminare o ridurre l’assunzione di sostanze irritanti per la vescica (bevande contenenti caffeina e i cibi acidi e speziati). Sarà necessario discutere con il proprio medico o con un dietista la propria dieta ottimale.

    Si consiglia di assumere al mattino a digiuno:

    300-400 ml di acqua tiepida con ½ limone spremuto + 1 cucchiaino di Zucchero di Canna e ½ cucchiaino di bicarbonato. Bere dopo l’effervescenza.

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